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Valori di riferimento per la spirometria


I valori di riferimento raccomandati dall'ECSC erano desunti da individui di sesso maschile che lavoravano nelle miniere di carbone e nella produzione dell'acciaio. Essi non rappresentavano una popolazione di riferimento adatta: in pratica, i valori predetti apparvero essere troppo alti. Anche se non fu testato alcun soggetto di sesso femminile, l'ECSC elaborò comunque i valori di riferimento per le donne, i quali furono pari all'80% dei corrispondenti valori calcolati per i maschi. Nel 1983, l'ECSC ridusse la distribuzione dei fondi finalizzati all'individuazione di valori di riferimento tramite metodi raccomandati dagli ultimi criteri. Con l'intenzione di collegare le raccomandazioni tecniche ad appropriate equazioni di predizione, non essendo disponibile alcun materiale ottenuto con tecniche opportune e per la mancanza di alternative migliori, la commissione per la standardizzazione decise di adottare il procedimento impiegato, già in precedenza, da Polgar [3] per calcolare le equazioni di riferimento per i bambini. Ciò portò allo sviluppo di una serie di valori predetti in base all'età, all'altezza ed al sesso, usando equazioni già pubblicate, ed all'impiego di questi valori medesimi per formulare nuove equazioni di regressione. Forti obiezioni possono essere sollevate contro questo modo di procedere, ma esse furono ampiamente usate comunque, poiché le equazioni di regressione risultanti furono accettate in maniera praticamente acritica.

Un' accettabile alternativa, che il gruppo ECSC per la standardizzazione avrebbe potuto accogliere, in luogo di un nuovo studio di popolazione, era quella di formulare nuove equazioni di regressione confrontando i dati provenienti da misurazioni di buona qualità, in accordo alle raccomandazioni del tempo; tali dati non erano però disponibili. Un confronto di dati, finalizzato al calcolo dei valori predetti nei bambini, fu effettuato per la prima volta su 6 gruppi di dati provenienti da 5 Paesi europei [4]. Questo studio mostrò che i valori di riferimento risultanti si rivelarono adatti ai dati di 5 dei 6 gruppi: avvenne che solo il sesto insieme di dati era stato influenzato negativamente da problemi tecnici. Pertanto, tale modo di procedere venne approvato e raccomandato dall'American Thoracic Society (ATS) e dall'European Respiratory Society (ERS), per calcolare i valori di riferimento di vaste popolazioni, con ampi intervalli di età [4].

Nel 2005, l'usanza europea di combinare i tentativi di standardizzazione con valori predetti di riferimento, condusse all'ultima pubblicazione di tali raccomandazioni. A tale scopo, si riunì una commissione ATS/ERS che pubblicò i valori predetti, validi per il Canada e gli USA. In tal modo, il resto del mondo rimase escluso. Nel 2006, Philip Quanjer iniziò a lavorare per porre rimedio al problema, per cercare di coprire il più gran numero possibile di popolazioni, per età e razza. Nel 2008, furono resi disponibili più di 30.000 dati provenienti da tutto il mondo e fu preparato un manoscritto, ma tale lavoro fu sospeso, poiché fu fondato un gruppo di lavoro che aveva gli stessi obiettivi. Nel 2010, tale gruppo acquisì gli aspetti di una "Task Force" dell'ERS ed il sostegno di 6 importanti società di studio internazionali [6]. Il 2008 fu anche l'anno delle novità pubblicate da Stanojevic et al. [7], caratterizzate dall'applicazione di una nuova e potente tecnica statistica sul confronto di dati spirometrici riferiti a soggetti bianchi di età compresa tra i 3 e gli 80 anni.

Tale gruppo di lavoro prese il nome di "Global Lung Function Initiative" [6] e fu caratterizzato da una privilegiata cooperazione, efficace ed amichevole, basata a sua volta sul rispetto e la fiducia reciproci, di circa 70 gruppi di lavoro sparsi in tutto il mondo. Il lavoro di analisi fu svolto dall'Analytical Team.

GLI Analytical teamL’ Analytical Team della Global Lung Function Initiative. Da sinistra a destra: il Prof. Tim Cole, la Prof. ssa Janet Stocks, il Prof. Philip Quanjer, la Dr. ssa Sanja Stanojevic.

Riferimenti

  1. Jouasset D. Normalisation des épreuves fonctionnelles respiratoires dans les pays de la Communauté Européenne du Charbon et de l’Acier. Poumon Coeur 1960; 16: 1145–1159.
  2. Cara M, Hentz P (1971). Aide-mémoire of spirographic practice for examining ventilatory function, 2nd edn. (Industrial Health and Medicine series, vol 11) pp. 1-130.
  3. Polgar, G, Promadhat V. Pulmonary function testing in children: techniques and standards. Philadelphia, WB Saunders C, 1971.
  4. Quanjer PH, Borsboom GJ, Brunekreef B, et al. Spirometric reference values for white European children and adolescents: Polgar revisited. Pediatr Pulmonol 1995;19: 135-142. PubMed
  5. Miller MR, Hankinson J, Brusasco V, et al. ATS/ERS Task Force. Standardisation of spirometry. Eur Respir J 2005; 26: 319-338. Link
  6. http://www.lungfunction.org.
  7. Stanojevic S, Wade A, Stocks J, et al. Reference ranges for spirometry across all ages. A new approach. Am J Respir Crit Care Med 2008; 177: 253–260. PubMed
Inizio della pagina | | | ©Philip H. Quanjer, Sanja Stanojevic, Janet Stocks, Tim J. Cole, traduzione: Pasquale Gorgone